27-28-29 Maggio, BeerGhèm a San Pellegrino, rassegna di TUTTI i birrifici bergamaschi!

BeerGhem2011

Presentazione sul sito del “Birrifico Via Priula”

PDF dell’articolo su “L’Eco di Bergamo” del 22/05/2011, a firma Elio Ghisalberti

BIRRE ARTIGIANALI ITALIANE AL FESTIVAL
(le descrizioni delle birre provengono dai siti ufficiali dei produttori)

ENDORAMA: www.endorama.it, via Boschetti 97/6, Grassobbio – Tel/Fax 035.0931934 – info@endorama.it
•    Golconda, 4.8°: ispirata alle tedesche Kölsch , chiara, dissetante, secca. Con una luppolatura decisa ma non invadente. 3° Classificata al Concorso “Birra dell’Anno 2011″ nella categoria 1 (Birre chiare, basso grado alcolico, ispirazione tedesca).
•    Malombra, 5.9°: ispirata alle belghe Saison, leggermente speziata. Prodotta con luppolo Sorachi Ace, profumata e armoniosa. 3° Classificata al Concorso “Birra dell’Anno 2011″ nella categoria 11 (Birre chiare, basso grado alcolico, ispirazione belga)
•    Milkyman, 4.2°, a pompa: ispirata alle inglesi Milk Stout, nera. Birra con sentori di caffè, cioccolato e una dolce morbidezza conferita dall’aggiunta di lattosio. 3° Classificata al Concorso “Birra dell’Anno 2011″ nella categoria 7 (Birre scure, basso grado alcolico, ispirazione anglosassone)
•    Vermillion, 5.8°: ispirata alle “American IPA”. Dal colore ambrato, amara, intensamente luppolata e dal gusto deciso. Per chi apprezza birre di carattere.

ELAV:  www.birraelav.com, via Autieri d’Italia, Comun Nuovo -  Tel. 0363.309511/035.334206 – birraelav@gmail.com
•    Celtic Mater, 4.5°: è una rivisitazione dello stile “Kölsch”. Alla classica luppolatura tedesca sul finale viene aggiunta una delicata luppolatura americana. Pur restando quindi una birra beverina come le classiche Kölsch, presenta sul finale un delicato profumo dato dai fiori di luppolo americani.
•    Grunge IPA, 6.3°:  American IPA. Rossa aggressiva a cui non dare troppa confidenza. Nasconde una personalità complessa e intensa, con un debole per i fiori di luppolo americani. Di color rosso rubino, presenta una leggera tostatura di malto. Pur essendo molto luppolata mantiene un ottimo equilibrio.
•    Punks do it bitter, 4.3°: in stile Pale Ale. Bionda da compagnia con una spiccata passione per i fiori di luppolo. La particolarità di questa birra è il DRY HOPPING di Cascade e Amarillo. Il DRY HOPPING consiste nell’aggiunta di fiori di luppolo freschi in fase di maturazione che donano alla birra un aroma particolare e delicato.

MAIVISTO:  www.maivisto.info,  via Maivista, Botta di Sedrina – Tel. 035.636223, Fax: 035.636223
•    Arlecchino, 4.5°:  di solo malto d’orzo e frumento, ambrata, stagionale, in stile Weizen. Weiss, la forza degli aromi… Malti: Weizenmalz, Müncher, Caramalz dunkel; luppoli: Hallertauer tradition; lieviti: Wehenstephan 68.
•    Berghem, 6.0°: di solo malto d’orzo, ambrata, a bassa fermentazione in stile Bock. Bock, nel cuore la forza…  Malti: Müncher, Wiener, Caramalz dunkel; luppoli: Hallertauer tradition, Saazer, Tettnanger; lieviti: Wehenstephan 34/70
•    Brembo, 4.5°:  di solo malto d’orzo, a bassa fermentazione in stile Munich Helles. Bionda che scorre e disseta… Malti: Pilsner, Wiener; luppoli: Hallettauer tradition, Hallertauer, Hersbucker, Tettnanger; lieviti: Wehenstephan 34/70
•    Paciana, 5°: di solo malto d’orzo, a bassa fermentazione in stile Munich Dunkel. Birra rossa di fuoco e sapore… Malti: Müncher, Wiener, Caramalz dunkel; luppoli: Hallertauer tradition, Saazer, Tettnanger; lieviti: Wehenstephan 34/70

MASPY:  www.mm1989.it,  via Roma 33, Ponte San Pietro – Tel.  335.7308199/338.2179214 – info@mm1989.it
•    Francy, 5.5°: birra ambrata rifermentata in bottiglia a bassa fermentazione in stile Munich Dunkel.  Gusto elegante, profumi pieni e freschi ed il colore del tramonto. Retro gusto piacevolmente dolce con sentori fruttati,ottimo contrasto con formaggi stagionati, da accompagnare ad antipasti e dolci. Schiuma persistente e compatta
•    Ilary, 4.5°: in stile Weizen, rifermentata in bottiglia. Sapiente miscela di malto d’orzo e frumento,aspetto torbido e colore dorato. Profumi freschi e piacevoli esaltati nella delicatezza del luppolo dolce. Gradevole gustata fredda d’estate per la sua freschezzae’ ottima tutto l’anno e accompagnamento ideale ad ogni momento della giornata
•    Inga, 6.5°:  birra scura rifermentata in bottiglia a bassa fermentazione.  Colore nero intenso, schiuma densa e consistente, sentori olfattivi molto equilibrati con retro gusto di caffè tostato, cacao amro e liquirizia. Dal carattere deciso, ottima in abbinamento con piatti etnici elaborati e raffinati, ostriche e pesce crudo in generale, selvaggina e pietanze dal gusto speziato. Birra da meditazione.
•    Miriam, 5.5°: a bassa fermentazione in stile Munich Helles.  Birra bionda rifermentata in bottiglia a bassa fermentazione. Colore biondo dorato, schiuma con buona consistenza, sentori olfattivi molto equilibrati con retro gusto leggermente luppolato. Dal gusto ben equilibrato e persistente e’ ideale nell’abbinamento con primi piatti, carne, crostacei e formaggi non troppo stagionati.

SGUARAUNDA (solo in bottiglia):  www.birrificiosguaraunda.it, via dell’Industria 108, Pagazzano – Tel. 0363.814600 – info@birrificiosguaraunda.it
•    Ambrata, 6.2°: Bitter Lager dal colore ambrato ottenuta da malto Vienna e Pils. Carattere maltato molto deciso con una luppolatura abbondante con luppoli tradizionali da amaro mentre per l’aroma generose dosi di luppoli aromatici americani.
•    Bionda, 5.3°: a bassa fermentazione in stile Munich Helles.  Colore oro brillante,ottenuta da malti e luppoli tedeschi, dal profumo molto intenso, leggermente dolce al palato con un piacevole retrogusto amaro.
•    Bionda doppio malto, 6.8°:  strong lager dal colore dorato molto intenso.  Aroma invitante e fiorito. La dolcezza del malto è bilanciata dal luppolo. Di grande personalità.
•    Nera affumicata, 5°: a bassa fermentazione in stile Bamberg  Rauchbier. Ottenuta da malto affumicato su legna per ottenere un intenso aroma di fumo. All’assaggio si presenta affumicata e maltata con un corretto apporto di luppolo che lascia un gradevole retrogusto. Accompagna grigliate, carni e pesce affumicati.
•    Rossa, 6.2°: a bassa fermentazione, in stile Bock, di colore rosso intenso. Carattere pieno di malto ma delicata; finale secco di luppolo e floreale. Può accompagnare piatti sostanziosi.
•    Weiss, 5°: di malto di frumento ed orzo, in stile Weizen. Colore leggermente ambrato e torbido naturale dovuto ai lieviti in sospensione.  Schiuma abbondante e forti sentori di frutta come banana o pere, dovuti ad esteri della fermentazione.

VALCAVALLINA:  www.birrificiovalcavallina.it, via del Tonale e della Mendola  17, Endine Gaiano – Tel. 035.826420 – birrificiocavallina@libero.it
•    Calypso, 5°, a pompa: American Pale Ale, si presenta dal color ambrato con riflessi aranciati, schiuma bianca, fine, di buona persistenza. Naso intenso, equilibrato tra le note dei malti e quelle dei luppoli americani con toni agrumati, di frutta tropicale e resinosi. Al palato è di facile beva, con toni del malto accompagnati da un agrumato di mandarino e pompelmo che donano un finale secco e pulito, un amaro non eccessivo ma appagante. Si abbina a primi speziati, salmone, ottima per pasteggiare.
•    Cavallina, 5°, a pompa: Blonde Ale dal colore giallo paglierino, con una schiuma bianca, fine e persistente.  Al naso malto leggero, seguito da aromi erbacei di fieno.  In bocca è fresca, parte dolce di malto per deviare rapidamente sull’erbaceo del luppolo. Il corpo e la leggera carbonatazione ne fanno una birra dissetante e beverina.    Ottima con antipasti, insalate, risotti, carni bianche, pesce arrosto e ai ferri.
•    Sunflower , 4.3°, a pompa:  Golden Ale di colore oro carico, schiuma a bolle fini, con buona compattezza, aderenza e persistenza. Al naso ha un bouquet molto gradevole che denota, accostato ad un miele leggerissimo, una buona componente agrumata, di frutta tropicale, mango e pesca. In bocca è di corpo leggero, amara e aromatica da luppolo che porta ancora note agrumate, di frutta tropicale di luppolo in fiore ed erbacee con finale secco. Si abbina ad antipasti (salumi, pancetta…), primi piatti ricchi e saporiti (con carne o a tendenza dolce), formaggi di media stagionatura, carni bianche arrosto, uccelli con la panna.

VIA PRIULA:  www.birrificioviapriula.it, Via dei Partigiani 10, San Pellegrino Terme – birrificioviapriula@gmail.com
•    Bacio, 4.8°, 35 IBU: si ispira alle APA (American Pale Ale), ambrata, leggermente e naturalmente torbida. Il nome riprende quello di un elisir d’erbe (di cui vorrebbe riproporre la “soavità”, la delicatezza, il colore), prodotto nei primi anni del 900 dal farmacista di San Pellegrino di quell’epoca, dr. Ermanno Bonapace, nonno del birraio. Di quell’elisir non si trova più la formula: rimane solo una targa che, adeguatamente rimaneggiata, è riprodotta in etichetta. E’ caratterizzata dall’uso di luppoli americani e malti caramellati ed il corpo leggero e la bassa saturazione la rendono facilmente bevibile.
•    Càmoz, 8.5°, 120 IBU, a pompa: Imperial Stout. Birra scura forte, complessa: al gusto rivela generosamente aromi di caffè e cioccolato dati dai malti e intense note agrumate dovute ad uno speciale luppolo americano, il Cascade.
•    Loertis, 4.8°, 37 IBU: Bohemian Pilsner, chiara. Quando la Boemia faceva parte dell’impero austro-ungarico, quando i frigoriferi non erano ancora stati inventati, quando i birrai non avevano timore di “donare” generosamente il rinomato luppolo di Saaz, le “Pils” erano apprezzate in tutta Europa per il loro aroma fiorito ed erbaceo, per la leggerezza e la secchezza, per l’accenno di speziato ed il finale amaro che dissetava ed appagava contadini e re. Naturalmente non filtrata, non pastorizzata e a bassa fermentazione, questa “Pils”, prima creazione del birrificio, vuole, in questo ritorno alle origini, riprodurne lo stile, stravolto purtroppo dall’avvento degli “industriali”…
•    Rosa!, 4.3°, 13 IBU:  birra Speciale alla frutta, prodotta  su base Blanche ed aromatizzata ai frutti di lampone (aggiunti durante la fermentazione), che danno sapori e colori unici a questa nuova creazione. Una birra di frumento non pastorizzata e non filtrata, a bassa gradazione alcolica e poco amara, perfetta per un aperitivo, che appagherà sia la vista, con il suo color rosa, sia il palato, con profumi e sapori inaspettati. E’ una birra celebrativa, dedicata al “Giro d’Italia” che il 26/5/2011 ha fatto tappa a San Pellegrino, e rinfrescherà le giornate e le gole di chi la berrà.

I BIRRIFICI ARTIGIANALI BERGAMASCHI

Seppure l’interesse per la birra di qualità sia radicato  da tempo nella nostra provincia, tant’è che “La Compagnia del luppolo” (www.lacompagniadelluppolo.org), che rappresento, è una delle prime associazioni italiane di appassionati ed  esistono in zona alcuni dei migliori locali birrari del Paese (“The Dome” di  Nembro, “La Locanda del Monaco felice” di Suisio, “L’Abbazia di Sherwood” di  Caprino, il “Clock Tower” di Treviglio, ecc.), per quanto riguarda la  produzione di birra artigianale Bergamo era, fino ad un paio d’anni fa, la cenerentola tra le Province lombarde, poco rappresentata in una regione che, con 61 aziende su un totale di oltre 350, guida il fiorente movimento dei microbirrifici italiani, ormai apprezzatissimi in tutto il mondo per qualità ed  originalità.

Posso però  dire ora  con soddisfazione che  anche da noi è in  corso una stagione di eccezionale vitalità: negli ultimi mesi sono nati quattro birrifici, che nulla hanno da invidiare ai più blasonati produttori nazionali, e so per certo che altri stanno per aprire. La gamma delle birre proposte può ormai accontentare ogni palato!

Seppure, a rigor di termini, sia solo la produzione limitata a distinguere un birrificio artigianale da uno industriale, si può dire che quasi tutti i microbirrifici vanno orgogliosi della scelta di commercializzare birre non filtrate e non pastorizzate (che mantengono quindi tutte le componenti che contribuiscono a formare il profilo organolettico e lo
arricchiscono di aromi e sapori) e di utilizzare materie prime di alta qualità, senza aggiungere conservanti ed additivi chimici (le birre sono pertanto più delicate ma restano vive, hanno un gusto in evoluzione come quello del vino,
con sapori intensi e diversificati). Sono però il fattore umano, l’impronta personale, la passione profusa nell’obiettivo di migliorare continuamente le proprie creazioni, che rendono il prodotto artigianale meritevole di essere conosciuto prima e sostenuto poi. Se vi avvicinerete a questo mondo vi renderete conto che le vostre consolidate idee sulla birra dovranno essere radicalmente riviste.

Attualmente ci sono 7 microbirrifici attivi in Provincia.

- Il più conosciuto, in quanto primo ad aprire (1999), è  sicuramente il “Maivisto”, a Botta di Sedrina (80hl/anno). Si tratta di un brewpub, l’unico della Provincia, cioè di un pub che vende solo birra di propria produzione, non reperibile altrove. Questa caratteristica ha sicuramente indotto i gestori, come in quasi tutti le struttura analoghe, a privilegiare prodotti di facile beva e gradazioni medio-basse, senza spingersi a sperimentare birre impegnative e dai sapori troppo particolari ma curando invece altri aspetti, come la cucina in abbinamento e l’identità  territoriale, evidenziata nei nomi delle birre (p.e. “Brembo”, “Paciana”, “Bèrghem”, “Arlecchino”). Eravamo abituati anche a trovare il suo banco o il suo furgone durante varie manifestazioni (ad esempio “I Mercatanti in fiera” a Bergamo), ma la recente scomparsa del proprietario e fondatore Gianfranco Mazzoleni ha fatto sì che gli orari di apertura siano stati ridotti e le partecipazioni agli eventi si siano molto diradate (anche lo stesso sito internet, http://www.birrificiomaivisto.com/, è al momento non funzionante): se volete visitarlo informatevi  quindi telefonicamente prima di intraprendere il viaggio.

- Il “Birrificio Sguaraunda” (www.birrificiosguaraunda.it), secondo in ordine di tempo, è nato nel 2003 e si trova a Pagazzano (420hl/anno). Con un piccolissimo impianto da 2hl, in via di sostituzione, produce una decina di birre, principalmente a bassa fermentazione d’ispirazione tedesca, alcune delle quali stagionali e quindi disponibili solo in alcuni periodi dell’anno (c’è anche una birra natalizia da 9,5°). Vende in bottiglia ed in fusto (5/20/30l) a locali e privati, presso lo spaccio annesso ai locali di produzione. Sul sito c’è anche l’elenco dei locali dove le birre sono disponibili. Interessante la loro “Nera” affumicata.

- Nel 2007 ha aperto a Ponte San Pietro il birrificio “Maspy” (www.mm1989.it), anch’esso inizialmente votato alla produzione di birre in stile tedesco ma che ora ha nel suo paniere birre di ogni stile, vendute in bottiglie da 50 e 75cl, intitolate ai membri della famiglia: Miriam (lager da 5.5°), Francy (lager ambrata rifermentata in bottiglia da 5.5°), Ilary (weiss da 4.5°), Inga (scura, con sentori tostati, 6.5°). La particolarità del birrificio è che il proprietario/birraio è una donna! Non è difficile trovare le loro produzioni (p.e. a “L’osteria della birra” in Piazza Mascheroni a Bergamo) e valutare i risultati ottenuti dal birrificio. Dichiara una produzione (fonte “Eco di Bergamo”) di circa 65hl/mese.

- Passiamo ora alle new entry, iniziando dal “Birrificio Valcavallina” (www.birrificiovalcavallina.it) di Renato Carro, oggi 44enne, persona realmente squisita. Homebrewer di lungo corso, proveniente da esperienze svolte con Agostino Arioli, del Birrificio Italiano di Lurago Marinone (uno dei pionieri!), ha inaugurato nell’Ottobre del 2009 ad Endine Gaiano (a ridosso del lago, in un vecchio filatoio recuperato di recente) un ampio e moderno impianto da 1000l, non poco per un microbirrificio appena nato. Produce 250hl/anno di tre birre veramente valide: una chiara a bassa fermentazione, la “Cavallina”, una APA (ad alta fermentazione con luppoli americani), la “Calypso”, ed una Strong bitter, la “Alba Rossa”. So che di recente ha realizzato una nuova birra, la “Sunflower”,  in stile Golden Ale, che non ho ancora assaggiato. Ben presente sul territorio, soprattutto nei locali dei paesi più vicini all’impianto (come il ristorante “Vecchio tagliere” di Nese oppure l’”Ein Mass” di Torre de Roveri”), sta ottenendo nell’ultimo anno un buon successo ed ha già valicato i confini della provincia sbarcando in parecchi locali di Milano (p.e. il “BQ” e “L’Isola della birra”) ed in altri addirittura fuori  Regione. Anche di questo birrificio è possibile acquistare i prodotti presso la sede.

- A San Pellegrino Terme ha iniziato ad operare, nel Luglio 2010, il “Birrificio Via Priula” (www.birrificioviapriula.it), fondato da quattro amici tra cui il birraio, Giovanni Fumagalli (il farmacista del paese), che lo hanno intitolato alla famosa ed ardita strada dei mercanti, realizzata dalla Repubblica di Venezia ne XIV secolo per evitare di dover far transitare le merci dirette in Svizzera dai territori del Ducato di  Milano, pagando pesanti dazi, che attraversava la mia Valle Brembana per giungere a Morbegno. Per ora la  produzione (350hl/anno) viene ancora realizzata presso inpianti di terzi (cosa peraltro non rara, anche all’estero e per produttori rinomati), nello specifico il BABB di Manerbio (BS) ed in alcuni casi Manerba Brewery (sul lago di Garda, sponda bresciana), ma i soci, che già dispongono di un ampio capannone per la maturazione e lo stoccaggio del prodotto, pensano di acquistarne presto uno proprio. In ogni
caso le cotte sono seguite direttamente ed in toto da Giovanni, che ha raggiunto la notorietà vincendo il concorso “La guerra dei cloni” (il più importante concorso per homebrewer in Italia, tenutosi a Piozzo (CN) lo scorso Luglio presso il birrificio Baladin) con la “Càmoz”, dedicata alla memoria dell’amico Bruno Tassi di San Pellegrino, famosa guida alpina e maestro di free climbing. Una delle attuali produzioni del birrificio, una imperial stout dallo stesso nome (8.5°, una delle birre più alcoliche prodotte in bergamasca, dato che tutti i nostri birrai prediligono prodotti a bassa gradazione, che resta però bevibilissima grazie all’abbondante aggiunta di luppoli americani) è diretta discendente di questo riuscitissimo “prototipo”. Ottime anche le  altre birre, la pils “Loertìs” (luppolo in dialetto bergamasco) e l’APA “Bacio” (4.7°, porta il nome di un elisir d’erbe prodotto agli inizi del secolo scorso dal nonno del birraio, anch’egli farmacista in San Pellegrino ed inventore della famosa “Magnesia”, e ne riprende nell’etichetta una targa che lo pubblicizzava), ma la passione spinge i soci ad un’incessante ricerca per migliorarle. In occasione del Giro d’Italia 2011, che fa tappa a S. Pellegrino, è stata presentata un’ottima birra da aperitivo al lampone, “La Rosa”, fresca e poco alcolica (doveva essere solo una birra celebrativa ma, dato il successo, probabilmente entrerà in produzione regolare), ed in esclusiva per il pub “La Lanterna” di Lovere è stata anche appositamente realizzata la “91/11″, una versione speciale della “Càmoz”, leggermente più alta in gradazione e con aggiunta di vaniglia. Le etichette sono illustrate da Stefano Torriani, famoso disegnatore naturalistico. Le birre sono
disponibili in bottiglie da 50 o 75cl ed in fusto, e si possono assaggiare in molti locali della Valle Brembana, tra cui la “Caffetteria 52” di San Pellegrino, gestita da Marco Orfino, uno dei soci, ma anche nel resto della provincia, come al “The Dome” di Nembro o al “Clock Tower” di Treviglio. Il “Ristorante Papa” di San Pellegrino, di proprietà della famiglia di Mauro Zilli, altro socio, ha predisposto, con la consulenza di un esperto degustatore, appropriati abbinamenti delle birre di “Via Priula” con i piatti presenti nel menù.

- Il “Birrificio Endorama” (www.endorama.it)  di Grassobbio, del birraio Simone Casiraghi (solo 29 anni ma con una lunga esperienza di birrificazione casalinga), ha iniziato la produzione nell’Ottobre del 2010, dopo lunghe peripezie burocratice, con un piccolo impianto da 250l (produzione attuale 120hl/anno). Al momento è quello che ha dato più soddisfazioni al movimento bergamasco vincendo ben tre premi (su 4 birre presentate!) al concorso “Birra dell’anno” 2011, svoltosi presso la Fiera “Selezione birra” di Rimini, che vanta una giuria internazionale di primissimo livello ed è il più importante e prestigioso del panorama italiano: partecipavano oltre 80 microbirrifici con più di 380 birre e Simone si è piazzato, nella classifica dei riconoscimenti ricevuti, subito dietro a “Baladin” e “Ducato”, due mostri
sacri del movimento, attivi da anni. Credo che sia un caso unico per un birrificio così giovane da essere ancora (ma ormai per poco!) quasi sconosciuto. Le sue birre, ad alta fermentazione e bassa gradazione, sono liberamente ispirate ad alcuni dei principali stili birrari: quelle premiate sono state la “Golconda” (American Kolsch), la “Malombra” (Saison belga) e la stagionale “Milkyman” (Milk Stout, con lattosio). Queste squisite birre, pensate per essere estremamente bevibili, si sono affermate per l’equilibrio, la precisione tecnica e l’aderenza agli stili, seppure con tocchi di originalità
(l’aggiunta di luppolo giapponese “Sorachi ace”nella saison, l’ardita scelta di produrre una milk stout, veramente rara in Italia) ma anche l’American IPA “Vermillion”, di una tipologia attualmente molto in voga e dal gusto più deciso ed intenso, è apprezzatissima dagli estimatori che l’hanno assaggiata nei vari festival in cui è già stata proposta. Le belle ed originali etichette delle bottiglie da 75cl, gotiche e fumettistiche, sono realizzate dalla ragazza di Simone, Chiara
Manenti. Le birre di “Endorama”, disponibili anche in key-keg da 30l, possono essere acquistate direttamente presso il birrificio ed assaggiate, ad esempio, alla “Locanda del monaco felice” a Suisio (e presto alla spina nella prestigiosa
vetrina del “BQ” di Milano).

- L’ultimo produttore in terra bergamasca è il Birrificio Indipendente Elav (www.birraelav.it), che si trova nella zona
artigianale di Comun Nuovo. I fondatori sono Valentina Ardemagni e Antonio Terzi, due trentenni che da sempre hanno la passione per la birra. La società che li unisce, titolare del birrificio, è nata già nel 2000 per gestire il
Clock Tower Pub di Treviglio, uno dei templi sacri dei birrofili, dove si tengono spesso concerti di musica jazz e blues e si servono ben 21 specialità alla spina e ben 500 birre artigianali in bottiglia provenienti da ogni parte del mondo. Cinque anni dopo, nel 2005, la stessa società ha rilevato un piccolo locale in Bergamo Alta, piazza Mascheroni, e lo ha chiamato «Osteria della birra»: vi si servono solo birre artigianali italiane, comprese le bergamasche. Le etichette sono una sessantina. Nel  2010 la decisione di Ardemagni e di Terzi di produrre in proprio, dando vita ad alcune
idee di birra che avevano in mente. «Elav – spiega Terzi – perché sono le prime quattro lettere, al contrario, di Valentina, la mia socia. Indipendente perché penso di dare spazio ai miei tre mastri birrai per la ricerca e l’innovazione,
senza copiare pedissequamente altre birre». Quattro per ora le birre in produzione, tutte con nomi ispirati ai generi musicali: Punks do it bitter (una bionda Pale Ale da 4.3° con profumi delicati, per via dei fiori di luppolo che sono aggiunti in fase di maturazione, con un processo detto dry-hopping); Grunge Ipa (American IPA, ambrata ed aggressiva da 6.3°, preparata con luppoli americani ma con una buona tostatura data dai malti); Jungle Ale (rossa brillante di stile belga, 5.1°); Celtic Mater (Kolsch con luppoli americani, 4.5°). Le birre sono prodotte in bottiglie da 33 e 75 centilitri e anche in fusti. La produzione per ora è di 40hl al mese, ma tra pochi mesi salirà a 80. Le birre sono distribuite anche da “Eurosaga” su tutto il territorio nazionale. Terzi vuole andare ancora più avanti nella sua ricerca di originalità: “Abbiamo affittato un terreno in territorio di Ghisalba – afferma – dove voglio piantare una varietà di luppolo americano, il “cascade”, che ritengo di altissima qualità. Conoscere l’origine della materia prima è importante. Dopo il luppolo pianterò anche l’orzo».

Note di degustazione su tutte le birre sono consultabili sul sito http://www.microbirrifici.org/

La maggior parte dei birrifici è visitabile su appuntamento (prendete accordi consultando per i contatti i siti indicati) ma potrete comunque incontrare tutti i birrai bergamaschi presso il festival che organizzeremo, in collaborazione con il “Birrificio Via Priula, nel centro di San Pellegrino Terme (presso il giardino dell’hotel “Bigio”) l’ultimo weekend
di Maggio (27/28/29). Per informazioni aggiornate consultate periodicamente il  sito www.lacompagniadelluppolo.org, dove potrete anche iscrivervi alle degustazioni mensili in cui spesso proponiamo i nostri produttori locali.

Giovanni Marconi,  Presidente de “La Compagnia del luppolo” di Zogno (BG), info@birrabelga.org

Info La Compagnia del Luppolo
La Compagnia del Luppolo è un'associazione senza scopo di lucro che ha lo scopo di promuovere il consumo intelligente di birra speciale ed artigianale di alta qualità.

5 risposte a 27-28-29 Maggio, BeerGhèm a San Pellegrino, rassegna di TUTTI i birrifici bergamaschi!

  1. Jugger scrive:

    Viva el Presidente!
    Siempre!!! :-) )))

  2. IL Giause scrive:

    Bravi/e bell’idea!!!

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